L'altare della Reposizione del Cristo Eucarestia nella Cappella Palatina

Nella parete occidentale delle chiese con abside rivolta ad Oriente è la porta principale che simboleggia Cristo, unica porta attraverso la quale si giunge al Padre. Coeli che è Cristo Signore.

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Natale 2014 in Cappella Palatina

     In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio… e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi… Così recita il prologo del Vangelo di Giovanni.

 

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Il senso del Natale

          I testi evangelici non forniscono indicazioni sulla stagione della nascita di Cristo ma dall’evangelista Luca desumiamo che doveva trattarsi non di pieno inverno, bivaccando i pastori con gli armenti all'aperto nei dintorni di Betlemme, il luogo prescelto perché il Verbo si palesasse all'umanità, che già nel nome (Betlemme= Casa del Pane) racchiude il riferimento al Pane Eucaristico.

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Il monogramma della Cappella Palatina

  Il complesso monogramma, della Cappella Palatina, del Capitolo Palatino e della Parrocchia S. Pietro Apostolo, senza diversificazione alcuna (solo la scritta che la fiancheggia può offrire specificazioni) in oro, colore della luce di Cristo il quale dice di Sé “Ego sum lux mundi…”, filettato di rosso, che esprime la Sua divina regalità, è in uso dal 2004.

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874esimo ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE DELLA CAPPELLA PALATINA

La Cappella Palatina venne consacrata il 28 aprile 1140, in quell’anno IV Domenica del Tempo pasquale.

La consacrazione di una chiesa, immagine del Tempio vivo costituito dalla comunità dei fedeli di cui Cristo è il capo, ha luogo mediante l’unzione da parte del vescovo, con il Sacro Chrisma l’olio santo profumato dal balsamo, delle croci consacratorie poste sulle murature perimetrali della chiesa. Queste sono normalmente dodici, numero apostolico, delle tribù d’Israele e numero fondante della Gerusalemme celeste, nella visione dell’Apocalisse di San Giovanni che proprio nella Chiesa inizia il suo compimento.

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Elogio della lampada

Ego sum lux mundi: qui sequitur me non ambulat in tenebris, sed habebit lumen vite ( “Io sono la luce del mondo: chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” Gv 8,12).

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Verbum Caro 2014

     L’altare della reposizione del Cristo Eucaristia.

Nella parete occidentale delle chiese con abside rivolta ad Oriente è la porta principale che simboleggia Cristo, unica porta attraverso la quale si giunge al Padre. Nella Cappella Palatina, al suo posto, è il soglio regio ove è allestito l’altare della reposizione. In varie chiese medioevali d’oltralpe in tal luogo era allocato un sepolcro (sovente d’un santo) per quel complesso rimando tra la morte, fine dell’esistenza terrena e la vita eterna nella Gerusalemme celeste cui giungere solo passando attraverso l’unica Janua Coeli che è Cristo.

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